giovedì 20 dicembre 2012

Comunismo

A mio avviso non è del tutto corretto parlare di periodo comunista in Ungheria perché di periodi comunisti ce ne sono stati tre.

Il primo nel 1918-19 scaturì da una rivolta proletaria e contadina, del tutto simile alla rivoluzione bolscevica russa del 1917. Proprio dalla rivoluzione bolscevica infatti prendeva le basi. I circa cinquecentomila prigionieri ungheresi in Russia durante la prima guerra mondiale avevano avuto modo di apprendere ed ammirare le conquiste della rivoluzione bolscevica. Si trattava in gran parte di operai e contadini mandati al fronte, presi prigionieri e tornati con un bagaglio di ideali e di conoscenze assai diverso da quello che avevano al momento della partenza.

In Ungheria la situazione sociale ed economica dopo la prima guerra mondiale era assai difficile per le masse proletarie e contadine: una inflazione galoppante, una borghesia rapace, disoccupazione, povertà, sfruttamento. Non fu difficile per il nuovo partito comunista ungherese, fondato nel 1918 e guidato da Béla Kun fare presa su una grande parte della popolazione. 


Ben presto con la scusa di un incidente probabilmente cercato e provocato, i dirigenti del partito comunista furono arrestati. Dal carcere essi incitarono le masse alla rivolta e si susseguirono scioperi, e manifestazioni.

E qui arriviamo ad un punto che non andrebbe mai dimenticato, l'ingerenza delle potenze straniere, in questo caso le nazioni dell'Intesa che avevano vinto la prima guerra mondiale: Inghilterra e Francia sopra le altre. Le nazioni dell'Intesa pretesero di estendere il loro controllo su gran parte del territorio ungherese per arginare l'avanzata della protesta comunista. Scoppiò la rivoluzione. 

Se c'è una cosa che gli ungheresi odiano è l'interferenza straniera nei propri affari nazionali. Lo vedremo anche nel 1956 ed anche in modo diverso nel presente.

Ebbene il partito comunista prese il potere, anche perché l'allora governo e la borghesia non presero apertamente le parti delle potenze straniere e preferirono consegnare il paese in mano ai socialisti prima e ai comunisti poi. Anche l'esercito non si oppose.

Fu proclamata la Repubblica dei Consigli d'Ungheria. Regolamentazione dell'orario di lavoro ad otto ore, aumento dei salari, esproprio di case e ville per dare abitazione alle famiglie senza casa, nazionalizzazione delle banche e delle industrie con oltre venti dipendenti ed esproprio delle proprietà terriere superiori ad un ettaro. Scuola pubblica, assistenza medica, biblioteche e luoghi di cultura per il popolo. Suffragio universale per tutti i maggiori di 18 anni.

Stati Uniti, Inghilterra e Francia imposero l'embargo alla Repubblica dei Consigli d'Ungheria e poi intervennero militarmente, direttamente e con la collaborazione dei governi di alcuni stati confinanti, rumeno in particolare. Il governo fu rovesciato e fu insediato un governo fantoccio, controllato dalle potenze dell'Intesa che si premurò immediatamente di abolire la nazionalizzazione delle banche e delle industrie e di cancellare gran parte dei provvedimenti adottati dalla Repubblica dei Consigli d'Ungheria la cui breve esistenza, 133 giorni, era già terminata.

Ben presto salì al potere l'ammiraglio Horthy, sostenuto dalla potenze dell'Intesa (Stati Uniti, Inghilterra e Francia). Instaurò un regime autoritario di tipo fascista che lo portò durante la seconda guerra mondiale ad allearsi con le potenze dell'Asse (Germania, Italia e Giappone). Tentò di rompere l'allenza quando vide che le sorti della guerra non erano più vittoriose e fu destituito da un colpo di stato organizzato dalla Germania che portò al potere il partito nazista ungherese: le Croci Frecciate.
La guerra terminò con la caduta di Budapest occupata dalle truppe Sovietiche che imposero un governo amico.
Il secondo periodo comunista iniziò con la fine della seconda guerra mondiale e terminò all'inizio degli anni sessanta quando fu allentata la morsa di terrore della politica di Stalin.
Le prime elezioni dopo la guerra si tennero nel 1945 ed il partito comunista raccolse un misero 17%. I sovietici imposero comunque la presenza nel governo del partito comunista in ruoli chiave. In particolare il ministro degli interni László Rajk istituì ed organizzò la terribile polizia di sicurezza nota come AVO e successivamente AVH. I membri di tale polizia avevano un potere inquisitorio, potevano arrestare chiunque, con o senza prove, trattenerlo senza processo, torturarlo, ricattarlo, ed anche eseguire condanne a morte. Il quartier generale era una palazzina sul Viale Andrassy, oggi museo.
Nel 1947 il partito comunista prese definitivamente il potere e impose una dittatura assoluta. Liquidò gli oppositori, in parte inviandoli in campi di lavoro in siberia, in parte imprigionandoli ed in parte facendoli semplicemente sparire. Mátyás Rákosi il segretario del partito comunista ungherese attuò una politica dura e spietata, liquidò gli avversari interni con processi farsa, potenziò la polizia di sicurezza, ed eseguì una grande "purga" interna al partito espellendo e intimorendo gli oppositori interni.

Furono anni duri e difficili, la polizia di sicurezza spiava, ricattava e terrorizzava, la proprietà privata fu abolita, tutte le proprietà furono nazionalizzate e collettivizzate, furono requisite case, terre, industrie, banche. La chiesa e la religione furono proibite e molti religiosi subirono persecuzioni. 
L'economia ebbe un tracollo. La povertà si diffuse rapidamente e anche una forte ostilità verso il governo dei comunisti visto come un governo imposto dagli invasori stranieri.

Nel 1956 con la morte di Stalin la protesta esplose in una cruenta rivoluzione. Il popolo rovesciò il governo e dopo vari giorni di combattimento l'Unione Sovietica inviò l'Armata Rossa per reprimere nel sangue la rivolta e instaurare nuovamente un governo controllabile. Budapest fu invasa ancora una volta dai carri armati. Oltre ventimila furono i morti.
Il nuovo governo filo sovietico fu spietato verso tutti coloro che avevano partecipato o si sospettava avessero partecipato alla rivolta. Trentamila furono coloro che il governo guidato da Kádár imprigionò, esiliò, giustiziò o fece sparire.

Il terzo periodo comunista inizia a partire dai primi anni '60. Vi fu un allentamento sempre maggiore della morsa di terrore, la polizia di sicurezza fu relegata a ruoli sempre più marginali, fu data maggiore libertà e furono intraprese le prime riforme economiche libertarie in un regime comunista. Fu introdotta una certa quota di proprietà privata, di impresa, e fu incoraggiato il commercio con il blocco occidentale.
La Cina comunista studiò l'esperienza ungherese e la usò come modello iniziale per introdurre le prime riforme economiche al sistema di economia comunista.

Nel 1989 la transizione e la fine del comunismo fu pacifica e si svolse senza particolari scossoni. Le truppe sovietiche si ritirarono dal paese nel 1991.


Terror Haza
Aperto da Martedi alla Domenica compresi: 10.00 - 18.00. Lunedì chiuso. La cassa chiude alle 17.30
Biglietto intero: 2000 fiorini
Ridotto: 1000 fiorini
Metro 1 gialla fermata Vorosmarty ut

Museo Nazionale Ungherese sala XX
1088 Budapest, Múzeum krt. 14-16
Aperto tutti i giorni dalle 10.00 alle 18.00
Ingresso adulti 1100 HUF
Metro 3 rossa fermata Astoria.

Aperto tutti i giorni dalle 10.00 al tramonto.
Ingresso adulti 1500 HUF

E' necessario anzitutto raggiungere la stazione degli autobus a Ujbuda Kozpont

Da Pest direzione Ujbuda Kozpont:
- da: Deak ter, Astoria, Kalvin ter, Fovam ter – Mercato coperto: Tram Numero 47
- da Oktogon: Tram Numero 4

Da Buda direzione Ujbuda Kozpont:
- da: Batthyany ter, Calark Adam ter (Funiculare), Gellert ter: Tram Numero 41
- da Buda-inn: Tram Numero 18

Una volta arrivati a Ujbuda Kozpont prendere il Bus numero 150. Dopo circa 25 minuti si arriva al Memento Park.


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